Viaggio nella spiritualità giapponese

Ci sono molti modi di viaggiare o di affrontare un viaggio.
Per alcuni l’importante è la meta finale, per altri è fondamentale il percorso in sé… 
Ci sono persone che vanno molto lontano, mentre altre adorano la sicurezza dei posti più vicini….
C’è poi un altro tipo di viaggio, quello che inizia da un percorso interiore, alla scoperta di sé stesso.
Ed è proprio di quest’ultimo che voglio parlare nell’articolo di oggi.
La scorsa settimana, insieme a Sara, la mia insegnante di giapponese, ho assistito a un incontro molto interessante intitolato “La via del perfezionamento spirituale e il rifiuto del mondo nel Giappone medievale” tenuto dal professor Aldo Tollini, docente di Lingua giapponese classica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, presso il Museo di Arte Orientale (MAO) di Torino.
Ho trovato il seminario estremamente interessante e ho voluto approfondire questo argomento.
Quindi zaino in spalla e… si parte!

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Horiyoshi III e l’arte del tatuaggio in Giappone

L’altro giorno mentre tornavo a casa stavo ascoltando uno dei miei programmi radiofonici preferiti: “Pinocchio”, con la Pina, Diego e la Vale su Radio Deejay.

L’argomento era legato al sentirsi inadeguati in alcuni momenti della nostra vita. Un’ascoltatrice ha chiamato e ha raccontato la sua disavventura: qualche anno prima, alla festa di Natale aziendale, si era presentata con un vestito a paillette e la schiena completamente scoperta. Sulla parte posteriore del corpo capeggiava un gigantesco tatuaggio del maestro Horiyoshi III!

Da qui l’idea: creare un articolo dedicato ad uno dei più grandi tatuatori giapponesi e, più in generale, all’arte del tatuaggio nel Paese del Sol Levante.

Quindi zaino in spalla e… si parte!

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I ramen e il cibo nella cultura giapponese

L’altra sera ho visto un film davvero molto interessante intitolato The Ramen Girl.
È la storia di una ragazza americana, Abby, che va a Tokyo per raggiungere il suo fidanzato, considerato il grande amore della sua vita. Il ragazzo però non è molto contento di questa sorpresa e, per liberarsi di lei, decide semplicemente di… andarsene, lasciandola, senza tanti scrupoli, in una nuova città, dove non conosce nessuno e sa tanto meno parlare la lingua!

A questo punto la ragazza poteva molto semplicemente tornarsene in America (ma il film, giustamente sarebbe finito lì), e invece no: lei decide di rimanere e affrontare una sfida contro se stessa.
Subito dopo l’abbandono si rifugia infatti in un piccolo ristorantino specializzato nella preparazione dei ramen, un piatto composto da pasta in brodo, verdure, uova, carne o pesce.

Qui, incantata dall’atmosfera che si respira nel locale, decide di imparare a cucinare la tipica pietanza giapponese. Convince quindi il burbero Maezumi, cuoco e proprietario del ristornate, a insegnarle la nobile arte dei ramen.

Questo film mi ha ispirata per scrivere un articolo dedicato alla cucina giapponese.

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