Il tesoro di San Gennaro

Il tesoro di San Gennaro

State preparando la vostra visita a Napoli, ma non avete ancora bene in mente che cosa vedere oppure no? Beh, il Tesoro di San Gennaro deve essere sicuramente aggiunto al vostro elenco prima di partire.

Non potete infatti dire di aver visto la città Partenopea ed essere entrati nel cuore della sua cultura, se non avete visitato la Chiesa e i doni dedicati al famoso Patrono.

Quindi, zaino in spalla e… si parte! 

Accanto al Duomo di Napoli, è stato eretto il Museo che ospita il famoso tesoro, paragonabile per bellezza solo a quello della Regina d’Inghilterra (e posso confermarvi che questo non ha niente da invidiare a quello dell’amata Queen!).

Visitando il museo ho capito che i Napoletani sono strettamente legati alla figura del Santo e nutrono verso di lui un amore e un rispetto profondo e incondizionato.

Nel Duomo infatti sono conservate le sue ossa e il sangue raccolto in due ampolle di vetro.

La croce donata da Margherita e Umberto I di Savoia, come ringraziamento per averli salvati dall'attentato a due Passi del Duomo
La croce donata da Margherita e Umberto I di Savoia, come ringraziamento per averli salvati dall’attentato a due Passi del Duomo

La vita del Santo

San Gennaro nacque nel 272 probabilmente a Pozzuoli, sotto l’imperatore Diocleziano.

Il nuovo sovrano non vedeva di buon occhio la fede Cristiana e decise di avviare una feroce persecuzione contro i credenti della nuova religione.

Anche Gennaro venne arrestato e condannato alla pena capitale.

Il busto di San Gennaro
Il busto di San Gennaro

Si narra però che il Santo riuscì a scampare la morte per ben tre volte.

La prima, il giudice Timoteo ordinò che venisse bruciato in una fornace ardente. Tuttavia, quando venne riaperta, San Gennaro uscì vivo e incolume, mentre il fuoco divampò e divorò tutti i miscredenti.

Timoteo non si diede però per vinto e cercò di darlo in pasto ai leoni, ma quando le bestie lo videro, divennero dolci e mansuete e si inginocchiarono al suo cospetto.

La terza volta, per evitare altri “inconvenienti”, si decise di decapitarlo. Una pia donna di nome Eusebia raccolse però in due ampolline il suo sangue.
Ancora oggi quando la statua del Santo viene portata in processione, all’interno del suo busto sono presenti le ampolline.

Tuttavia a causa di guerre, epidemie e giochi di potere, i resti del Santo furono portati via e tornarono a Napoli solo mille anni dopo, nel 1497 su volere dell’arcivescovo Alessandro Carafa.

Fra il 1526 e il 1529, la terribile pestilenza che colpì Napoli, indusse i Napoletani a invocare il Santo, promettendogli una nuova Cappella, dove poter custodire i suoi tesori, in cambio del suo aiuto.

Il tesoro di San Gennaro

Ma che cos’è il tesoro di San Gennaro?
È un insieme di ornamenti, calici e gioielli regalati da papi, sovrani, uomini illustri o persone umili e semplici che hanno deciso di donare una parte delle proprie ricchezze in suo onore.

Era infatti usanza comune che le persone famose e di potere in visita a Napoli portassero in omaggio un dono al Patrono della Città.

Il motivo?!

In realtà ce n’erano diversi: alcuni erano profondamente devoti e credenti e volevano così ringraziare il Santo più famoso e amato di tutta Napoli.
Altri invece lo facevano per motivi un po’ meno “religiosi”, ma più politici. Attraverso un ricco dono, cercavano infatti di ingraziarsi le simpatie dei Napoletani, tanto affezionati al Santo.

Oggi addentrandoci all’interno del museo si è investiti da un turbinino di oro, rubini e diamanti.

Un calice in oro finemente ricamato con disegni in oro si alterna a un ostensorio in argento arricchito con pietre preziose.
Croci, ciondoli e statue di inestimabile valore si susseguono nelle sale che accolgono il tesoro.

Due sono però le opere che mi hanno attratta di più: la collana e la mitra.

La collana di San Gennaro

La collana di San Gennaro. In alto è possibile ammirare i due orecchini d'oro, regalo di una popolana, e l'anello omaggio di Maria Josè
La collana di San Gennaro. In alto è possibile ammirare i due orecchini d’oro, regalo di una popolana, e l’anello omaggio di Maria Josè

La collana è il risultato della somma di tanti “pezzi” assemblati fra loro donati nel corso dei secoli da uomini e donne potenti e illustri.
Due sono le peculiarità di questo gioiello.

Il primo è un anello incastonato al centro. É un regalo della Regina Maria Josè, moglie di Umberto II di Savoia.
La sovrana si presentò priva di doni e quando le fecero notare che era considerata una mancanza di rispetto, si sfilò dal dito uno dei suoi preziosi anelli e chiese che venisse inserito all’interno della famosa collana.

Il girocollo presenta al suo interno anche due orecchini d’oro, posti nella parte più alta.
Sono il dono di una povera popolana. La donna chiese al Santo una grazia e in cambio gli promise che, se l’avesse aiutata, gli avrebbe regalato la cosa più preziosa che aveva.
Fu così che gli offrì gli orecchini, unico suo avere tramandato di generazione in generazione nella sua famiglia. Aveva dato tutto ciò che possedeva di valore e il suo sacrificio era più grande di quello di uomini ricchi e potenti. Per questo motivo i suoi orecchini dovevano avere un posto d’onore, nella parte più in alto della collana.

La mitra

La Mitra composta da 3692 diamanti, rubini e pietre preziose omaggio del popolo Napoletano
La Mitra composta da 3692 diamanti, rubini e pietre preziose omaggio del popolo Napoletano

Il secondo incredibile dono è la Mitra: realizzata con oltre 3692 pietre preziose e diamanti è un dono del popolo Napoletano.

Per realizzarla, fu indetta una raccolta fondi e ognuno contribuì in base alle sue possibilità.

La cifra finale ottenuta fu esorbitante, pari a 7 volte il costo di una carrozza dell’epoca (paragonabile ad una Ferrari di oggi).

Ogni anno in occasione dei festeggiamenti del Patrono della città (il 19 settembre) il busto del santo viene vestito con la mitra, i sacri paramenti e la collana.

In conclusione

Poter ammirare il tesoro di San Gennaro è sicuramente una delle esperienze da fare a Napoli.

Sono rimasta colpita all’opulenza che è presente in quelle sale, ma dietro a tanta ricchezza si può comunque percepire il grande amore e il profondo senso di devozione che i Napoletani hanno verso il loro Patrono.

Il ricco ostensorio in argento e oro
Il ricco ostensorio in argento e oro

Informazioni utili

Nome completo:
Quando: Aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 16.30. Durante i giorni festivi l'orario di apertura è prolungato fino alle 17.30
Prezzo: € 10,00 a persona. Per sconti e riduzioni consultare il sito www.museosangennaro.it/biglietteria
Dove: Via Duomo 149, Napoli (Italia)
Sito web: museosangennaro.it

Dove soggiornare

Exe Majestic

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi il menu
Malcare WordPress Security