Interviste itineranti: “Lanciando arance al Carnevale di Ivrea” di Marco Lana

Interviste itineranti: “Lanciando arance al Carnevale di Ivrea” di Marco Lana

Oggi sono voluta andare alla scoperta di uno dei Carnevali più antichi d’Italia, caratterizzato dalla famosa battaglia delle arance: il Carnevale di Ivrea!
Per farlo, mi sono fatta aiutare da Marco Lana che partecipa da ben 18 anni come lanciatore (e di anni oggi lui ne ha solo 25!).

Il programma

Elisa: Allora Marco, quest’anno il Carnevale di Ivrea è iniziato sabato 10 e durerà fino a martedì 13 febbraio, ma in che cosa consistono le sue giornate?

Marco: Il Carnevale di Ivrea inizia in realtà molto tempo prima rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare e per l’esattezza il 6 gennaio, con l’uscita dei Pifferi e dei Tamburi, i suonatori della manifestazione, e l’investitura del nuovo Generale.
Le due domeniche antecedenti l’evento sono caratterizzate dalla proclamazione degli Abbà, i priori delle cinque chiese di Ivrea rappresentati dai bambini dei vari rioni, e dalla presentazione dei Carri da Getto.

Ora arriviamo ai giorni del Carnevale. La città è tutta imbandierata con i colori delle squadre ed iniziano le feste, in particolare quella del giovedì grasso in cui le maschere sono protagoniste indiscusse per le strade cittadine.
Un altro evento caratteristico e molto sentito è la proclamazione della Mugnaia e la sfilata delle squadre di aranceri a piedi, i quali accompagno la nuova prescelta tra il popolo.

Domenica inizia la vera battaglia!
I carri entrano nelle piazze per combattere contro le squadre a piedi per tre giorni.
La manifestazione si conclude con l’incendio dello Scarlo e la marcia funebre guidata dai Pifferi e Tamburi, che eseguono una triste suonata per il Funerale del Carnevale, mentre il Generale e lo Stato Maggiore camminano in silenzio sfregando i fioretti sull’asfalto. Ad accompagnali in questo corteo raccolto, ci sono i cittadini che indossando per gli ultimi momenti il Berretto Frigio.

Il Carro dei Cavalieri del Lago
Il Carro dei Cavalieri del Lago

Le origini del Carnevale

Elisa: Le origini di questo Carnevale sono davvero antichissime e ricche di significato. Ho scoperto infatti che risale al periodo medioevale ed è la rappresentazione vivente della continua lotta fra i potenti e il popolo.

Marco: Si, il Carnevale è la festa in cui si ricorda la capacità del popolo di liberarsi dalla tirannia del Marchese Raineri di Biandrate. Simbolo della ribellione e della libertà è la figura della Vezzosa Mugnaia, una giovane popolana e novella sposa che si oppose con coraggio alle attenzioni del tiranno e allo jus primae noctis. La ragazza, la sera del suo matrimonio, per non sottostare a questa usanza, decapitò il nobile, con un coltello nascosto sotto il vestito, e mostrò la sua testa al popolo. Fu l’inizio della rivolta contro la tirannia e il terrore.

Di padre in figlio

Elisa: Oltre ad avere una forte connotazione storica, il Carnevale di Ivrea è però molto sentito anche a livello famigliare e spesso, partecipare a piedi o sui carri, è una tradizione che si tramanda di padre in figlio…

Marco: É vero! Per noi aranceri, il Carnevale dura tutto l’anno e culmina nei tre giorni della battaglia. Anno dopo anno, le emozioni e l’adrenalina non smettono di agitarci e riescono ancora a farci mancare il fiato per qualche secondo.
Durante i giorni di tiro, le amicizie vengono messe un po’ da parte… Non esiste pietà nel corso della battaglia! Ma quando le arance sono finite, ci si ritrova tutti insieme per brindare al Carnevale accompagnati da un bicchiere di vin brûlé.

Tiro le arance da ormai 18 anni e la mia iscrizione nella Squadra degli Scacchi risale al 2001 quando ero ancora bambino. Da 4 anni partecipo a bordo del carro, indossando ancora la maschera che mio papà usava quasi trent’anni fa.
La passione per il Carnevale è diventata una tradizione di famiglia che si tramanda negli oggetti, (come la maschera), nei consigli per il tiro e nei colori, (come per la squadra degli Scacchi).
Ogni anno il numero di partecipanti aumenta. Questo ci fa sorridere da un lato, ma ci fa preoccupare dall’altro perché un evento come il nostro storico Carnevale non deve perdere la sua profonda tradizione, ben radicata nel popolo e nei simboli di Ivrea.

Marco Lana dopo la battaglia delle arance
Marco Lana dopo la battaglia delle arance

Il Carnevale entra nel vivo

Elisa: Oltre ad essere una manifestazione profondamente sentita, penso che richieda anche tantissimo tempo per la sua preparazione. Prima mi hai detto che da 4 anni vivi il Carnevale da sopra le sponde del carro. Sono quindi curiosa di sapere com’è fatto!

Marco: Si, 4 anni fa con un gruppo di amici abbiamo voluto provare questa nuova esperienza e da quel giorno non siamo più scesi!
Noi siamo i “Cavalieri del Lago”, lettera P.
I carri sono 56 e si dividono in pariglie, ossia carri trainati da due cavalli contrassegnati da un numero, e quadriglie, ossia carri trainati da quattro cavalli, riconosciuti da una lettera.

Elisa: A parte la presenza del carro, c’è differenza fra coloro che tirano a piedi o sopra le sponde?

Marco: Si, essendo un numero inferiore, per gli arancieri sul carro si crea un rapporto più famigliare che persiste tutto l’anno. Noi ci incontriamo quasi ogni settimana per organizzare pranzi, cene e il prossimo Carnevale.
I lavori di preparazione sono davvero molti.
Innanzitutto si deve allestire il carro per la presentazione della domenica prima del tiro, in modo da fare una bella figura davanti ai giudici che annunceranno poi i vincitori alla fine della battaglia.

Quando si arriva ai giorni del tiro bisogna preparare i cavalli e le arance, che quest’anno saranno ben 40 quintali!
Ogni aranciere indossa poi con la sua imbottitura e la maschera, pronto a sfidare gli amici delle squadre a piedi!
Il carro arriva alle porte dela piazza, il giudice fischia e si sente un urlo “MASCHEREEEEEE!!!!!” che indica il momento in cui bisogna indossarle.
La battaglia ha inizio!

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Occhi gonfi e lividi dopo la battaglia
Occhi gonfi e lividi dopo la battaglia

Informazioni utili

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