La travagliata storia del ponte di Brooklyn

La travagliata storia del ponte di Brooklyn

Passeggiarci sopra è stata un’emozione incredibile. Sto parlando del ponte di Brooklyn.

Realizzato nel 1883 è stato per tantissimi anni il ponte sospeso più lungo del mondo e il suo nome deriva dall’omonimo quartiere che collega questa zona a Manhattan.

Da qui è possibile ammirare una fra le migliori viste dello skyline di New York e, se siete fortunati e non c’è molta nebbia, anche la Statua della Libertà ed Ellis Island.

Il ponte di Brooklyn sarà sicuramente in grado di lasciarvi senza fiato grazie ai due imponenti archi che lo attraversano. La struttura fu la prima ad essere sostenuta da cavi realizzati interamente in acciaio.

Leggendo la storia del ponte, mi sembra di rivedere alcuni aspetti del libro “La cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones, dove la costruzione dell’edificio si intreccia inesorabilmente e continuamente con la vita delle persone che la realizzano e intere famiglie si susseguono mentre l’opera prende vita mattone dopo mattone.

Ma partiamo con ordine.

Un'immagine storica risalente al periodo di costruzione del ponte.
Un’immagine storica risalente al periodo di costruzione del ponte.

L’idea di realizzare un ponte simile nacque nel 1852, in seguito ad un inverno molto freddo che comportò il blocco del trasporto marittimo e quindi della città. Per risolvere i problemi di approvvigionamenti e di comunicazione, si decise di realizzare un ponte che fosse in grado di mettere in contatto le due sponde newyorkesi. Oltre dieci anni dopo, nel 1867, venne fondata la “New York Bridge Company” con il compito di realizzare i lavori e il progetto fu affidato all’ingegner John Roebling, esperto nella costruzione di ponti sospesi.

Fin da subito l’opera si rivelò monumentale e all’avanguardia, considerando le tecnologie e i materiali dell’epoca. Tre mesi dopo l’approvazione, Roebling fu però coinvolto in un grave incidente mentre stava lavorando al progetto e fu necessario amputare le dita dei piedi. L’operazione non andò come previsto e Roebling si ammalò di tetano per poi morire due anni dopo, lasciando orfano il progetto.

Per evitare che tutti gli studi e i disegni rimanessero incompiuti, suo figlio, l’ingegner Washington Roebling, decise di prendere in mano il piano paterno e continuare con i lavori, realizzando le fondamenta delle torri del ponte.

Anche il figlio non fu però fortunato. Infatti durante una delle visite di ispezione nelle camere di scavo sommerse rimase paralizzato a causa di un’embolia gassosa.

Le condizioni di lavoro erano davvero estreme.

Vista sul Ponte di Brooklyn
Vista sul Ponte di Brooklyn

Gli operai dovevano immergersi all’interno di una camera sommersa appositamente realizzata, dove potevano respirare aria in pressione e scavare il letto del fiume. Lavoravano otto ore al giorno, privi di strumenti meccanici e per soli 2 dollari l’ora.

Le dure operazioni di risalita, le alte temperature presenti all’interno di questa struttura sommersa e la difficoltà di lavorare in acqua ad elevata profondità, causarono oltre trenta morti e numerosi incidenti anche fra gli operai.

Roebling, nonostante la paralisi, riuscì con l’aiuto della moglie, Emily Warren, a portare avanti il progetto che, 13 anni dopo, poté finalmente vedere la luce.

Per la realizzazione di questo ponte furono necessarie oltre 600 persone e 15 milioni di dollari (ovvero tre volte tanto rispetto alla cifra iniziale), ma per oltre 100 anni fu comunque in grado di mantenere il primato del ponte più lungo del mondo.

Informazioni utili

  • Quando: Aperto tutti i giorni, 24/24 h
  • Prezzo: Gratis
  • Dove: Brooklyn Bridge, New York, NY 10038 (Stati Uniti)
  • Come arrivare:
    • Da Manhattan si accede al ponte tramite “Centre Street”
    • Da Brooklyn si accede al ponte tramite Tilary Street, all’incrocio con Adams Street.

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