Ninja e Samurai. Magia ed estetica

Ninja e Samurai. Magia ed estetica

Sono stati i nostri eroi fin da bambini. Li abbiamo idealizzati e mitizzati. Su di loro sono state create leggende che ne hanno accresciuto la fama. Ora finalmente abbiamo l’occasione di conoscerli fino in fondo con una mostra dedicata: “Ninja e Samurai. Magia ed estetica“.

Il MAO, il Museo di Arte Orientale di Torino, ospita fino al 4 aprile un’esposizione con oltre 200 manufatti, armi e dipinti dei soldati più famosi di tutto il Giappone.

Quindi zaino in spalla e… si parte!

La vita di un nobile samurai

La prima parte della mostra è dedicata alle classe guerriera dei Samurai, anche noti come Bushi, che detenne il potere dalla fine del XII sino alla seconda metà del XIX.

I samurai (il cui nome vuol dire “Coloro che servono un signore“) appartenevano ad un ceto di combattenti di professione. Verso la fine del XII secolo esautorò i poteri della nobiltà, assumendo il comando del paese e fondando lo shogunato.

Una katana con il fodero in bambù e il dettaglio della guardia detta Tsuba
Una katana con il fodero in bambù e il dettaglio della guardia detta Tsuba

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, erano uomini molto colti e, oltre all’arte militare, favorirono lo sviluppo delle arti giapponesi tradizionali come la calligrafia, la cerimonia del tè, la pittura a inchiostro.
Erano influenzate dal Buddhismo Zen e praticate parallelamente alle arti militari per giungere al perfezionamento di sè, non solo tecnico ma anche interiore.

Questa figura nacque intorno all’800 con lo scopo di proteggere il Paese e rappresentare l’imperatore nelle regioni più remote attraverso la riscossione dei tributi e il mantenimento delle leggi.
Intorno al 1185, si crearono però due grandi clan in lotta fra loro: i Minamoto e i Taira.
I primi chiedevano l’indipendenza dall’imperatore, mentre i secondi di battevano per proteggerlo.

Fu il clan dei Minamoto a vincere e questa storica battaglia (detta Guerra Genpei) e diede vita allo shogunato.
Esso vedeva la presenza di un signore feudale detto Shogun, comandante militare detentore del potere nel paese, e l’imperatore, che assunse un ruolo puramente formale.

L’armatura e la katana

I samurai indossavano armature in ferro che avevano lo scopo di difendere le parti vitali del corpo, un elmetto, anch’esso in ferro, tramandato di generazione in generazione e in guerra erano soliti usare katana forgiate con sapienza da maestri artigiani.

Una tipica armatura in ferro di un Samurai
Una tipica armatura in ferro di un Samurai

Oggi quest’arte si sta lentamente perdendo e in Giappone esiste solo più una persona in grado di realizzare queste spade con la stessa tecnica originale. Per questo motivo è stato nominato “Tesoro nazionale vivente”.

La katana era uno strumento molto costoso, quindi solo le famiglie più ricche e abbienti potevano permettersela.

Doveva essere maneggiata e impugnata con due mani e, per evitare che il guerriero venisse ferito, vicino all’impugnatura veniva posta una guardia detta Tsuba, riccamente forgiata e lavorata. Qui, nella parte centrale (detta Seppadai), spesso venivano incise le iniziali o il nome del suo costruttore.

l samurai, anche in abiti civili, dovevano quindi portare sempre con sé una coppia di spade: una più lunga (la katana) e una più corta (la wakizashi). In caso di sconfitta da parte di un nemico, il samurai era solito praticare un suicidio rituale (detto harakiri o seppuku), squarciando il proprio ventre (perché lì si trovava la parte dell’anima) attraverso l’utilizzo di un pugnale.
Se anche solo un lamento fosse stato emesso, il testimone designato, doveva tagliargli la testa.

Il samurai portava con sé anche un ventaglio, utilizzato come strumento dii difesa (in quanto realizzati in ferro e legno) o per comunicare strategie belliche.

All’interno della mostra è possibile vedere fra le armi anche numerose pipe, dette Kiseru, lunghe dai 15 ai 20 cm per gli uomini e dai 30 ai 60 cm per le donne. Ebbene sì, poiché i comuni cittadini non potevano andare in giro armati, vennero create delle speciali pipe che nascondevano dei piccoli pugnali.

Un destino inesorabile

Durate il periodo Edo (dal 1603 al 1868), periodo di relativa pace interna nel paese, il ruolo dei samurai si orientò sempre più verso quello di amministratori e meno di combattenti.

Fra il 1467 e il 1603, Il Paese fu teatro di numerose guerre civili e a partire dal 1614 circa si verificò una progressiva chiusura verso l’esterno.

Sebbene fu il periodo di massimo splendore e sviluppo urbano, la classe dei guerrieri si trovò di fronte a numerosi cambiamenti.

Venne infatti istituito un nuovo corpo di polizia con l’intento di mantenere l’ordine interno.
Alcuni decisero di rinunciare al loro titolo nobiliare e si dedicarono ad altri lavori, altri invece divennero dei fuorilegge, esperti nell’arte del furto o dell’omicidio.

Il famoso film con Tom Cruise, “L’ultimo Samurai”, racconta proprio un fatto realmente accaduto legato alla ribellione di Satsuma che vide schierati gli ultimi samurai ribelli contro l’esercito, nel tentativo di combattere con un inesorabile destino.

I ninja

Conosciuti anche come i Guerrieri Ombra, i Ninja sono i secondi protagonisti della mostra. Diventati delle vere e proprie leggende, la loro figura è circondata da un alone di fascino e mistero.

La divisa di un Ninja
La divisa di un Ninja

A differenza dei samurai, i ninja non vestivano pesanti armature, ma indumenti di cotone e scarpe in corda.
Sotto la casacca, in alcuni casi, veniva indossata una cotta di maglia, unico mezzo di protezione. In questo modo, ci si poteva muovere più agilmente e velocemente.

Per compensare la scarsa armatura, i ninja venivano sottoposti ad un duro addestramento fin dalla tenera età e dovevano essere in grado di destreggiarsi in ogni situazione.

Le scuole si trovavano quasi tutte in boschi o in zone molto remote e difficilmente accessibili.
Oltre ad una grande agilità, dovevano anche essere abili nuotatori e arrampicatori. Possedevano inoltre un’approfondita conoscenza delle erbe officinali, sia come strumento per la cura delle malattie, sia come veleno.

La loro strategia si basava sull’effetto sorpresa e la capacità di spaventare l’avversario.

Erano dotati di un ricco arsenale composto dalle famose stelle, dette Shuriken, di forma diversa a seconda della scuola di appartenenza, le cui punte venivano imbevute in sostanze letali.

A queste si aggiungevano anche piccole catene con dei pesi ai lati che potevano essere lanciate o utilizzate per strangolare l’avversario, dei ramponi per scalare pareti o mura delle case, e delle pinne molto simili a quelle che conosciamo noi oggi per nuotare.

I ninja erano sia uomini che donne e questo è davvero un aspetto sorprendente se consideriamo che durante il 1600 le donne non avevano accesso a tutta una serie di attività e servizi. (Non esisteva ancora la parità dei sessi!)

Per concludere…

Il MAO offre ancora una volta una mostra assolutamente imperdibile per tutti gli amanti del Giappone e per coloro che vogliono andare alla scoperta del suo mondo.

Nel corso di questa mostra, vengono illustrate due figure che per anni hanno determinato e influenzato più o meno visibilmente la vita e le sorti del Giappone, per poi scomparire inesorabilmente con l’avvento delle mutate condizioni sociologiche e culturali.

È quindi un (doveroso) tributo ai guerrieri che hanno affrontato coraggiosamente e con spirito di sacrificio il loro destino, incuranti della paura e del pericolo.

Informazioni utili

Nome completo: Ninja e Samurai Magia ed estetica
Quando: La mostra è aperta dall'8 dicembre 2017 al 2 aprile 2018 dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00, il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 19.00
Prezzo:

  • Intero: € 8,00
  • Ridotto: € 6,00 valido per ragazzi dai 6 ai 17 anni, studenti fino a 25 anni, disabili, gruppi, enti convenzionati, possessori di altro biglietto dei musei della Fondazione Torino Musei e possessori biglietto multimuseo;
  • Ridotto € 4,00: scuole in visita autonoma o con visita guidata;
  • Biglietto famiglia € 18,00: 2 adulti + 1 minore fino a 14 anni;
  • Gratuito: minori di 6 anni, accompagnatori disabili, possessori Abbonamento Torino Piemonte Musei o Torino+Piemonte card, partecipanti attività didattiche e altri aventi diritto.
    Dove:MAO, il Museo di Arte Orientale di Torino, Via San Domenico, 11, Torino (TO)
    Sito web: maotorino.it

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