Sulle vie dei pellegrini: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Sulle vie dei pellegrini: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Ci sono tesori che sono lontani mille miglia da noi, altri invece molto più vicini e, come spesso capita, non li conosciamo nemmeno.

Ieri sono andata a visitare la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, a Buttigliera Alta, poco fuori Torino.

É la seconda volta che visito delle opere del FAI (l’anno scorso ero stata al Castello della Manta) e posso confermarvi che si rivelano sempre bellissime sorprese.

Il complesso di Sant’Antonio sorge lungo un tratto della Via Francigena, la strada dei pellegrini che univa Canterbury a Roma. Era usato come ospedale dai malati colpiti principalmente dal fuoco di Sant’Antonio e dai contadini che lavoravano nelle vicinanze.

Quindi zaino in spalla e… si parte!

La storia

La precettoria venne realizzata nel 1188 e fu attiva per quasi 600 anni, fino al 1775. Successivamente l’ordine venne inglobato con quello di Malta e il complesso perse la sua funzione originaria.

Esterno della Precettoria Sant'Antonio di Ranverso
Esterno della Precettoria Sant’Antonio di Ranverso

La sua struttura era una delle più grandi per l’epoca ed era composta da una Chiesa, un ospedale, un chiostro, il dormitorio, le aree comuni per i monaci e le stalle dove venivano custoditi gli animali.

Nel corso della sua attività l’abbazia assunse la fama di luogo miracoloso, in quanto molti malati uscivano da qui guariti e rigenerati. In realtà probabilmente il motivo è legato al fatto che fra le sue mura le persone potevano mangiare cibi non avariati e di qualità a cui non erano normalmente avvezzi.

Negli ultimi anni la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è stata ristrutturata ed è possibile visitarla.

La struttura

Nel corso dei secoli, la struttura venne continuamente ampliata e rimodernata. La chiesa ad esempio, già realizzata nel 200, venne allargata con l’aggiunta di altre due navate laterali nel ‘400.

Sia la parte interna che quella esterna sono riccamente decorate con immagini e alti pinnacoli, appartenenti a periodi e stili differenti.

Esisteva un forte legame fra la Chiesa e la popolazione circostante, visibile anche dai dettagli e dallo stile utilizzato nella realizzazione della facciata. I fregi che costituiscono i pinnacoli sono ad esempio decorati con ghiande, il tipico prodotto che veniva dato da mangiare agli animali, dimostrando così il forte legame fra la comunità religiosa e quella contadina.

La Chiesa

La Chiesa è il vero punto di forza di tutta la struttura. Al suo interno sono presenti bellissimi affreschi realizzati da pittori famosi, come Giacomo Jaquerio, considerati delle vere e proprie guest star dell’epoca!

I dipinti che ho apprezzato di più sono quelli della piccola cappella laterale. Sul soffitto sono rappresentati i quattro evangelisti: San Marco con il leone, San Matteo con l’angelo, San Giovanni con l’aquila e San Luca con il bue, seduti su troni riccamente decorati. Ai loro piedi vengono rappresentate piante ed erbe officinali presenti in Val di Susa, ennesima prova del forte legame con il territorio.

I colori di questi affreschi sono vivi e molto accesi, con uno stile assolutamente moderno per l’epoca.

Lungo i muri perimetrali sono state raffigurate le scene della Passione di Cristo. Esseri umani dal volto deforme e mostruoso accompagnano Gesù nella sua ultima salita al Calvario. Queste stesse persone sono la rappresentazione vivente della cattiveria e della brutalità umana.

É presente un dettaglio curioso relativa a quest’opera: contando le teste e le gambe delle persone nella massa informe che accompagna Cristo si può notare che i numeri non sono corretti. Ci sono un paio di gambe di troppo! Colpa probabilmente di un allievo distratto del Jaquerio!

Sulla navata principale si erge invece maestosa la Madonna in Trono. Incorniciata ed esaltata da ricchi dettagli in oro, è circondata dai Santi che la ammirano e proteggono.

Un’imponente statua di Sant’Antonio sovrasta e domina tutta la navata centrale, osservando con attenzione fedeli e pellegrini devoti.

I quattro evangelisti rappresentati sul soffitto della piccola cappella laterale alla chiesa
I quattro evangelisti rappresentati sul soffitto della piccola cappella laterale alla chiesa

Per concludere

In passato la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso era uno dei centri più vivaci e vitali della valle. I monaci lavoravano assiduamente e costantemente per mettere la loro opra al servizio dei pellegrini e della comunità. Era una struttura ricca e prospera, in grado di aiutare malati e poveri in difficoltà.

Con il passare dei secoli, il complesso è andato lentamente in decadenza per poi essere quasi del tutto abbandonato.ι

Ora sta però conoscendo un nuovo periodo di prosperità e ricchezza, mettendo a nudo e mostrando le sue bellezze al resto del mondo.

Informazioni utili

Nome completo: Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso
Quando: Aperto tutti i giorni da mercoledì a domenica dalle 9,00 alle 12,30 (ultimo ingresso ore 12,00) e dalle 13,30 alle 17,00 (ultimo ingresso 16,30). Chiuso lunedì e martedì.
Prezzo: 5,00 euro intero e 4,00 euro ridotto. Consultare il sito web per riduzioni e sconti
Dove: Località Sant'Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)
Come arrivare: Tangenziale Nord di Torino (E55)  direzione Bardonecchia/Frejus/Moncenisio. Tangenziale Sud di Torino (E55) verso Milano /Aosta.
•    uscita Rosta
•    imboccare SS25 direzione Susa
•    la Precettoria si trova sulla sinistra
Sito web: sant'antoniodiranverso.it

Dove soggiornare

Hotel des Alpes

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