Presepe sotto la neve

Presepe sotto la neve

Il Presepe sotto la neve di Cirié può essere considerata una di quelle opere che sono dei veri e propri gioielli in miniatura. L’attenzione ai particolari diventa un aspetto fondamentale ed è proprio questa attenzione verso i dettagli a rendere l’opera unica.

Le peculiarità del Presepe

Giunto alla sua quarantesima edizione, ogni anno viene allestito nella Chiesa di San Giuseppe a Cirié, in provincia di Torino.

Con i suoi 70 metri quadrati, richiama la Natività e tutti gli antichi mestieri. A differenza dei Presepi classici, ambientati in paesaggi desertici, questo richiama le vette delle Valli di Lanzo.

Lungo le montagne scoscese sono arroccate le case in pietra con i tetti ricoperti di neve.

In una povera grotta un uomo e una donna hanno dato alla luce un piccolo bambino, simbolo di speranza e inizio di un nuovo mondo, che ora riposa in una mangiatoia.
A riscaldarlo dal freddo inverno ci pensano un bue e un asinello, mentre un gregge di pecore lo osservano incuriosite, accovacciate vicino alla culla improvvisata.

Una parte del Presepe sotto la neve di Ciriè
Una parte del Presepe sotto la neve di Ciriè

Intorno a loro si muovono tutta una serie di personaggi intenti a svolgere le loro attività quotidiane. C’è il panettiere, che ogni mattina all’alba prepara il pane fresco grazie alla farina realizzata nel mulino a pietra poco distante. Un pastore, insieme al suo cane, sta facendo scendere le pecore giù dai pascoli montani, mentre un altro le chiude in un recinto per tenerle al caldo.

L’ambientazione del Presepe

Da una funivia, viene trasportato verso valle il legno che servirà per scaldarsi nelle gelide notti invernali, mentre un uomo è intento ad accatastarlo nella legnaia. Un’anziana donna fila la lana sulla porta di casa, mentre alcuni uomini sono intenti a riparare un carretto per attaccare il cavallo da tiro. Sulle facciate di alcune case sono appese ad essiccare pannocchie di granturco che verranno poi usate come cibo per le galline, le oche e il gallo, colte nell’atto di muoversi per beccare la granaglia.

Il giorno e la notte si alternano scandendo la vita degli uomini e degli animali. Con l’arrivo della sera le luci nelle case si accendono, i rumori per le strade si attenuano e il Paese si addormenta. Una leggera coltre di neve cade sui tetti delle case.

Durante la notte i rumori cessano e si accendono le prime luci nelle case
Durante la notte i rumori cessano e si accendono le prime luci nelle case

L’avvento dell’alba porta invece con sé i primi rumori, che vanno crescendo nell’arco della giornata. I lavoratori riprendono le loro attività e la montagna si rianima improvvisamente.

L’attenzione verso i dettagli

La bellezza di questo Presepe consiste proprio nel fatto che i curatori sono stati in grado di riprodurre fedelmente gesti semplici che vengono svolti quotidianamente. Sono azioni talmente naturali e spontanee su cui non ci fermiamo nemmeno a riflettere.

Fra questi mi è piaciuta molto la figura del boscaiolo che, insieme al suo cane, è colto nel momento in cui è intento a mangiare un pezzo di pane, durante una pausa dal duro lavoro e seduto fra le cataste di legna.
Ho visto fare quella stessa azione, mille volte quando andavo fra le montagne delle mie vallate.

Il pastore insieme al cane e al suo gregge di pecore
Il pastore insieme al cane e al suo gregge di pecore

Nel Presepe è presente anche il richiamo ad un “collega” presepista che ormai non c’è più: Domenico Baldassarra, abile artigiano, rappresentato nella sua fucina intento a lavorare il ferro.
C’è quindi un legame diretto fra le statuine e la vita reale.

Le origini del presepe

Il Presepe della Chiesa di San Giuseppe, nasce nel 1972 e, anno dopo anno, è stato arricchito sempre di nuovi elementi: le casette realizzate interamente in pietra sostituiscono le abitazioni precedenti, vengono aggiunti nuovi personaggi in movimento, vengono inseriti i meccanismi che permettono l’alternanza dei cicli del giorno e della notte.
Tutte le statue, fisse e mobili, sono realizzate interamente a mano da parte di esperti artigiani.
Tantissimi sono infine i meccanismi che permettono alle figure e agli oggetti di muoversi. Per la prima volta in vita mia ho visto muovere anche la testa degli animali!

Un Natale non può quindi essere considerato tale se prima non avete visto il Presepe sotto la neve di Ciriè!

Informazioni utili

Nome completo: Presepe sotto la neve
Quando: Aperto da Domenica 3 Dicembre 2017 fino a Domenica 7 Gennaio 2018. Nei giorni feriali l'orario di apertura è dalle 16.00 alle 18.30, mentre in quelli festivi è dalle 15.00 alle 19.30.
Prezzo: Ingresso gratuito
Dove: Chiesa di San Giuseppe, Via Vittorio Emanuele II n° 162, Ciriè (Torino).
Sito web: presepesottolaneve.it

Dove soggiornare

Residence Corona Grossa

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