L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Questa celebre frase di Picasso è una delle mie preferite in assoluto e credo che rappresenti al meglio il concetto di arte.

Si mostra con modalità e stili differenti. Può essere la foto di un artista realizzata a colori o in bianco e nero durante un reportage.
Oppure il quadro dipinto da un pittore con stile e maestria.
Può essere una scultura magari rovinata dalle intemperie del tempo.
Ci sono molte forme di arte: alcune eleganti e raffinate, altre grottesche e molto cupe.

All’interno di questo gruppo ho voluto inserire tutte le opere, le sculture e i quadri, le mostre fotografiche che ho avuto l’occasione di ammirare e visitare. Qui potrete trovare artisti più o meno conosciuti. La fama non è importante. La vera importanza è legata al contributo che questi autori hanno saputo dare all’umanità e al mondo.

Bansky: a visual protest

Geniale, irriverente e audace.
Se penso a Bansky sono queste le prime tre caratteristiche che mi vengono in mente per descriverlo.
La scorsa settimana sono andata a vedere insieme ai miei amici Paola e Valerio la mostra “A visual protest. The art of Bansky” al MUDEC, il museo delle culture a Milano. 
Nella mostra su Bansky (non approvata da Bansky) sono esposti alcuni dei suoi dipinti più famosi, attraverso immagini, video e fotografie.
Qui prende vita tutto il genio creativo e il profondo senso di ribellione che Bansky ha nei confronti della società e che noi adesso andremo a scoprire!
Quindi zaino in spalla e… si parte!

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Chagall: Colore e magia

La prima volta che ho visto un’opera di Chagall è stato nel film “Notting Hill con Julia Roberts e Hugh Grant. In una celebre scena, la famosa star di Hollywood Anna Scott (Julia Roberts) durante una tranquilla colazione ammira estasiata insieme a William Thacker (Hugh Grant) il dipinto “La Mariée”.
Quest’opera descrive chiaramente come dovrebbe essere l’amore: “fluttuare in un cielo blu scuro… con una capra che suona il violino” (la capra non può mai mancare!)
Mi sono subito innamorata del suo stile e delle sue opere! Dei suoi colori morbidi e fluttuanti.

Quando ho scoperto che ad Asti si sarebbe tenuta una mostra in suo onore, sono subito corsa a visitarla!

Quindi zaino in spalla e si parte!

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The art of the brick

I sogni si realizzano… un mattoncino alla volta

Nathan Sawaya

Questa è una di quelle mostre che ti fa sognare, che ti fa tornare bambino per un breve momento o per un lungo attimo, che ti fa emozionare e riflettere allo stesso tempo.
“The art of the brick” è un’incredibile esposizione nata dal genio creativo di Nathan Sawaya e che celebra la bellezza dell’arte e dei LEGO.

Quindi zaino in spalle e… si parte!

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Un viaggio nella Torino post-industriale

Torino?! Ma no! È una città brutta, grigia e industriale!

A Torino? Non c’è niente da vedere!

Ah si, a Torino c’è la FIAT!

Queste e altre frasi simili me le sarò sentite dire mille volte!

In realtà, a partire dalle Olimpiadi del 2006 la città piemontese ha conosciuto un enorme sviluppo economico e culturale. Vivendoci praticamente da sempre, ho notato che, proprio da quel lontano anno, Torino ha subito un fortissimo slancio. Assomiglia un po’ alla favola della Bella Addormentata che, dopo un lungo sonno,  si risveglia improvvisamente dal suo torpore.
Il centro storico è stato valorizzato, mostrando tutta la bellezza dei suoi antichi palazzi, delle sue piazze e dei suoi giardini, diventando così il salotto elegante della città.

Centri culturali, bar raffinati e dall’aria un po’ bohemienne sono sorti al posto delle vecchie fabbriche. Il Comune ha investito ingenti risorse nell’organizzazione di mostre, eventi e prestigiosi musei. Fra questi troviamo in primis il Museo Egizio, secondo al mondo solo a quello del Cairo, e il Museo del Cinema situato dentro la Mole Antonelliana.

In questo post sono voluta però partire da una delle affermazioni che ho sentito dire più  spesso: “Torino è solo una città grigia e industriale”

E cosa posso dirvi?! Avete ragione!  Quindi sono partita proprio da questa affermazione per… distruggerla!

L’articolo di oggi illustra un percorso legato al modo in cui le ex fabbriche sono state modificate e riutilizzate.
L’obiettivo?! Coinvolgere i vostri sensi per stupirvi e mostrarvi che Torino non è solo una città grigia e industriale, ma come un’araba fenice è risorta dalle sue ceneri, ed è diventata più bella di prima!

Quindi zaino in spalla e… si parte!

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