Un giorno al museo: l’American Museum of Natural History

Un giorno al museo: l’American Museum of Natural History

Sono sempre stata una grande fan delle mostre e dei musei.
Penso infatti che siano un vero e proprio spaccato della città, delle persone che ci vivono e degli interessi che hanno. È quindi un elemento imprescindibile che ogni vero viaggiatore deve conoscere.
L’American Museum of Natural History è uno dei miei preferiti. Situato nell’Upper West Side, di fronte al Central Park, fu fondato fra il 1869 e il 1874 ed è dedicato a Teodhore Rooslvet. La sua statua, accompagnata da quella di un Indiano d’America e una donna sudafricana, vi accoglierà sulle scale principali di ingresso al museo, sotto l’imponente iscrizione “Knowledge”. Alla base del pensiero di Roosvelt vi era infatti l’idea che l’uomo, attraverso la conoscenza e lo studio, potesse crescere e migliorarsi, liberandosi così dalla povertà e dall’ignoranza.
Entrando nel museo sarete accolti da uno scheletro di Barosaurus colto nell’attimo di difendere il suo cucciolo dall’attacco di un Allosaurus.

Una riproduzione di due struzzi intenti a difendere le proprie uova dai facoceri, visibili all'interno dell’American Museum of Natural History
Una riproduzione di due struzzi intenti a difendere le proprie uova dai facoceri, visibili all’interno dell’American Museum of Natural History

Il museo è enorme, in grado di abbracciare tutte le scienze animali e vegetali e ad oggi rappresenta il 96% delle specie attualmente presenti. Praticamente tutte.
Una selezione di cosa vorrete andare a vedere è quindi d’obbligo.
Personalmente mi sono piaciute molto le aree relative agli scheletri dei dinosauri e le ricostruzioni degli habitat naturali asiatici e africani. Qui un branco di elefanti troneggia al centro della sala principale che introduce alla sezione di Zoologia.
Un aspetto che mi ha davvero colpita è la cura verso i dettagli. Nelle ricostruzioni della savana avrete ad esempio la possibilità di vedere le orme e le tracce che gli animali lasciano sulla sabbia. Tutte le teche sembrano fermare, come in una fotografia, gli istanti che possono essere realmente visti e vissuti.
Una sezione particolare è dedicata alla ricercatrice Margaret Mead, una delle maggiori antropologhe e studiose delle popolazioni del Pacifico.

Una delle gigantesche statue dell'Isola di Pasqua, visibile all'American Museum of Natural History
Una delle gigantesche statue dell’Isola di Pasqua, visibile all’American Museum of Natural History

Spesso questa è una delle aree meno visitate e considerate. Credo sia un errore. Da un lato, infatti, il suo contributo è stato incredibile per l’insieme di reperti e manufatti che è riuscita ad ottenere e dall’altro ha avuto il merito di mettere in luce e dimostrare come popolazioni anche geograficamente molto distanti fra loro sono in realtà simili per usi e costumi.

Per gli amanti come me delle novità, date infine sempre uno sguardo alle mostre temporanee. Si tratta di esposizioni tematiche il cui costo non è incluso all’interno del biglietto. Quindi leggete bene tutti i dettagli nel caso in cui decidiate di acquistare pacchetti o il New York City Pass.
Da ottobre fino a fine maggio, potrete osservare l’esposizione delle farfalle. Ogni anno viene allestita una serra in grado di ospitare migliaia di farfalle multicolori e ricreare il clima caldo-umido tipico delle aree tropicali.

Informazioni utili

  • Quando: Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.45. Chiuso il 25 Dicembre e il Giorno del Ringraziamento. Consultare il sito per eventuali variazioni
  • Dove: 79th Street (zona Central Park West) New York (Stati Uniti)
  • Prezzo del biglietto:
    • $22 per gli adulti
    • $17 per i maggiori di 65 anni e gli studenti
    • $12.50 per i bambini dai 2 ai 12 anni.
    • É compreso fra le attrazioni previste nel New York City Pass
  • Sito web: amnh.org

 

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