Libri in viaggio: “Ai confini del gusto” di Luis Devin

Libri in viaggio: “Ai confini del gusto” di Luis Devin

Ho sempre odiato quelle persone che, quando si recano in un altro Paese al di fuori dell’Italia, pretendono di mangiare e trovare gli stessi piatti della nostra cucina.
Non sopporto le persone che  non provano minimamente ad assaggiare nuovi gusti o sapori perchè i suoi sono considerati quelli “giusti”.
Sono infatti dell’idea che ogni Paese e ogni nazione ha le sue caratteristiche e le sue peculiarità culinarie, sicuramente diverse dalle nostre, ma che meritano di essere scoperte.

Per questo motivo, quando ho letto il titolo del libro di Luis Devin “Ai confini del gusto. Viaggio straordinario fra i cibi più insoliti del pianeta”, mi ha subito colpita.

Racconta infatti alcuni piatti in cui possiamo imbatterci durante i nostri viaggi in giro per il mondo. Si tratta di cibi che non siamo solitamente abituati a mangiare, come insetti, cavallette, serpenti e coccodrilli, ma non per questo sono meno buoni o meno gustosi rispetto ai nostri piatti tradizionali.

Quindi zaino in spalla e… si parte!

Ai confini del gusto: la trama

Il libro è stato pensato e realizzato esattamente come menu di cucina.
È diviso per argomenti, all’interno del quale possiamo trovare tutti i piatti dall’antipasto al dolce passando per verdure, carni e formaggi.

Come un menu, si può decidere di leggerlo in ordine oppure si può saltare da un capitolo all’altro, facendoci magari guidare dal titolo stesso.
Ogni sezione infatti è un racconto a se stante, legato a un particolare tipo di cibo che Louis David ha conosciuto e assaggiato nel corso dei suoi viaggi.

Cibi molto particolari

Come in qualsiasi menu sicuramente troveremo cose che non ci piacciono, ci spirano poco e non vogliamo assolutamente mangiare. Altre invece ci incuriosiscono e ci invogliano ad andare alla loro scoperta.
Ogni racconto è realizzato descrivendo non solo il cibo in questione, ma anche le leggende ad esso correlate e le motivazioni per cui un popolo ha iniziato a gustare un cibo piuttosto che un altro.
In questo modo scopriamo ad esempio che le cavallette sono un piatto entrato a far parte della cucina africana proprio in seguito ad un’invasione di questi insetti che aveva distrutto i raccolti.
Le cavallette erano infatti rimaste l’unica fonte di sostentamento e quindi, per poter sopravvivere, la popolazione aveva dovuto adattarsi con le nuove risorse disponibili.
Anche le buonissime polpette di moscerini dell’Africa orientale sono state ideate proprio in seguito a un’invasione di questi insetti.

Gusti sentimentali

Altri cibi invece hanno per noi un valore affettivo sentimentale ed è in base a questo significato che noi decidiamo di mangiare o no un determinato cibo.
Per tale ragione, nella cultura italiana ed europea in generale, tendiamo a non mangiare la carne di cane e gatto. A questi due animali attribuiamo infatti un valore affettivo e ci scandalizziamo quando in altri Paesi, come ad esempio la Cina o in generale l’Asia, questo tipo di animale viene mangiato.
In India la mucca è una considerata sacra e, per tale ragione, non può essere toccata, mentre nei Paesi arabi, all’opposto, il maiale non viene mangiato in quanto considerato sporco quindi impuro.
Ovviamente questo è un valore puramente soggettivo che attribuiamo solo noi. Non esistono cibi “giusti” o “sbagliati”.

Oltre a descrivere i piatti, Luis Devin fa un passaggio successivo. Cerca di individuare non solo le origini che hanno portato alla realizzazione di determinati piatti, ma anche di trovare il modo in cui probabilmente il questi cibi sono nati, ricostruendo le loro origini storiche.
Probabilmente ad esempio il merluzzo essiccato e marinato nella liscivia dei paesi scandinavi è nato in seguito a un merluzzo cotto e poi rimasto erroneamente sotto la pioggia o caduto in acqua, magari a causa di un inaspettato attacco vichingo.

Luis Devin
Luis Devin

L’autore

Scrittore e antropologo della musica, Luis Devin ha studiato antropologia culturale con Francesco Remotti all’Università di Torino, laureandosi con una tesi sui Pigmei Baka del Camerun, e ha conseguito un Dottorato di ricerca in Etnomusicologia con una tesi sugli strumenti musicali dei Baka. 

È inoltre diplomato in Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

Ha svolto ricerche antropologiche ed etnomusicologiche in Africa centrale, prima come membro della Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale e successivamente nell’ambito del dottorato, studiando in particolare la musica, i rituali tradizionali, e le strategie di sopravvivenza dei Baka e di altri gruppi pigmei del bacino occidentale del Congo (BaKola, Bedzan, BaKoya, ecc.).

Durante una spedizione nella foresta pluviale del Camerun è stato sottoposto al rito d’iniziazione maschile che segna il passaggio dei giovani Baka all’età adulta, cerimonia segreta presieduta dagli anziani del gruppo. 

Dopo vari giorni di rituali è stato accolto in un clan Baka.

Su queste esperienze ha scritto il suo libro d’esordio, “La foresta ti ha. Storia di un’iniziazione”. 

Mangiando termiti vive e larve di coleottero con gli amici della foresta è nata anche l’idea del suo nuovo libro “Ai confini del gusto”.

Una moltitudine di sapori

Avvicinarsi a nuovi gusti e sapori non è spesso una cosa facile.

La sopravvivenza come chiave per conoscere

All’interno della prefazione Louis Devin racconta come lui stesso (praticamente fino all’età di vent’anni) non si era mai avvicinato a gusti diversi da quelli della cucina tradizionale italiana.
Durante i suoi studi universitari in antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Torino, decide di partire per una spedizione sul campo alla scoperta del popolo Baka, una popolazione originaria della foresta congolese.
Proprio durante questa esperienza si trova obbligato a mangiare cibi e prodotti molto diversi da quelli a cui era abituato.
Il rischio era quello di non riuscire a sopravvivere alle dure condizioni della foresta.
Scoprì così che, in realtà, prodotti apparentemente disgustosi (come l’esempio insetti) erano buoni, ricchi di proteine e utili al nostro corpo. Un esempio sono le formiche “al miele”, ovvero formiche particolarmente panciute che presentano al loro interno una sostanza dolcissima molto simile al miele.

ai-confini-del-gusto-termiti
Termiti cacciate da popolazioni africane - Immagine tratta dal sito www.luisdevin.com/libri/ai-confini-del-gusto

Prodotti particolarmente pregiati

Cibi strani e particolari in giro per il mondo hanno fatto la fortuna di molte persone perché, in virtù della loro prelibatezza, hanno raggiunto prezzi esorbitanti.

Fra questi ci sono i pregiati nidi di rondine. Si tratta di particolari nidi realizzati con la saliva dei rondoni di Giava, considerati un vero e proprio piatto gourmet della cucina cinese e del sud-est asiatico.

Questi nidi si trovano però in luoghi veramente molto impervi, abbarbicati su rocce e scogliere molto difficili da raggiungere. Da qui l’elevato costo di questi prodotti.

Vi sono poi le acque abissali, glaciali e vegetali che in virtù della loro estrema purezza possono arrivare a costare 60.000 dollari a bottiglia o il caffè di elefante o zibetto il cui prezzo è compreso fra i 500 e i 1000 euro al kilo.

cibi-estremi-ai-confini-del-gusto
Pesci, animali e rettili - Immagine tratta dal sito www.luisdevin.com/libri/ai-confini-del-gusto

Cibi pericolosi

Non tutti i cibi che noi mangiamo sono però innocui.

Fra questi Luis Devin cita il terribile pesce palla o fugu, che si rivela in tutta la sua pericolosità mortale dovuta al veleno in esso presente.
Ogni anno in Giappone scuole sempre più severe e accreditate rilasciano dopo anni e anni di duro lavoro e preparazione, chef specializzati nella cucina del pesce palla.
Nonostante questo, nel Paese del Sol Levante, centinaia di persone continuano a morire per avvelenamento.
Leggendo il libro, ho scoperto che il motivo è legato al fatto che il veleno è presente in quantità diverse a seconda del sesso, dell’età e della stagione in cui viene pescato.
Nonostante la sua pericolosità, ogni anno l’uomo continua a sfidare la natura e la morte.

Conclusione

Questo libro, con una semplicità estrema e disarmante, ci porta alla scoperta di nuovi gusti e sapori.
È un vero e proprio tuffo all’interno dei piatti che spesso non sono presenti sui tradizionali libri di cucina, ma è sono quelli più conosciuti e praticati in tutto il mondo.
Non sempre sono gusti facili da accettare (in quanto sono molto diversi dalla nostra cultura), tuttavia l’invito di Louis David è quello di aprire la propria mente ed essere disponibili ad accettare prodotti molto diversi dai nostri.
Ammetto che anch’io non sono riuscita a leggere alcuni capitoli, in quanto mi hanno fatto un po’ senso (fra questi vi è il racconto di alcune donne africane che mangiano la placenta dopo il parto, al pari di alcuni animali come cani e gatti).

Non è una sfida facile, ma un invito a cercare di migliorarsi ogni giorno di più, non fermandosi all’apparenza magari per un odore disgustoso oppure per un prodotto che alla vista può sembrare poco appetibile o interessante.

Un libro imperdibile per tutti coloro che amano viaggiare

Qual è stato il cibo più strano e particolare che hai assaggiato in giro per il mondo?

Ti è piaciuto questo post?! Allora condividilo!

Condividi su twitter
Twitter
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

Informazioni utili

Titolo: "Ai confini del gusto. Viaggio straordinario fra i cibi più insoliti del pianeta"
Autore: Luis Devin
Editore: Sonzogno
Anno di edizione: 2016
Lingua: Italiano
Pagine: 153
Disponibile in e-book: Si
EAN: 9788845426285
Prezzo versione cartacea: Euro 12,75
Prezzo versione e-book: Euro 9,90
Sito web: www.luisdevin.com

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi il menu
Malcare WordPress Security